Dopo gli ultimi due stage mi sono accorta di come è complicato rapportarsi con i “colleghi” e come è difficile uscire da luoghi comuni agli occhi dei “non addetti ai lavori”.

 

Quando mi chiedono “che approccio/metodo usi?” rimango sempre un po’ dubbiosa. Certamente è una domanda che mi spinge a riflettere su come faccio quello che faccio: non è semplice!

Analizzare il modo che ho di approcciare ai problemi e di formulare le soluzioni mi ha portato a capire che effettivamente non seguo né un metodo né l’ altro.

 

Mi sono da sempre affiancata al metodo cognitivo zooantropologico ma in realtà negli ultimi anni non mi ci rispecchio più totalmente.

 

Non ho un metodo, non ho uno standard perché parto da un presupposto: il cane ha una mente ( a volte fin troppo brillante e lo mette “in quel posto” a tutti ), è un essere senziente con la sua capacità decisionale e la sua individualità, ha delle caratteristiche e tendenze proprie ( a prescindere da vocazioni e peculiarità di razza ). Alla luce di questo non può esserci un metodo valido per tutti.

 

Il cane ha una mente e sa ragionare quindi la chiave è sempre trovare il canale giusto per iniziare un dialogo: non sempre è semplice quanto sembra. A volte può servire chiudere i rapporti, a volte può servire un condizionamento, a volte bisogna essere più incisivi possibile per interrompere un loop di qualsiasi natura, a volte bisogna anche “alzare la voce”, a volte è necessario buttarla su un piano fisico e a volte va assolutamente evitato, a volte il “premietto” alimentare è indispensabile perché dell’ approvazione del proprietario al cane gliene frega nulla….

Quest’ ultimo punto è fondamentale: la chiave dei percorsi è sempre la RELAZIONE. Instaurare una relazione sana, equilibrata ed appagante per tutti non è un gioco da ragazzi, anzi. Serve tempo, pazienza, costanza, voglia di mettersi in discussione ogni giorno: ma ne varrà la pena, ve lo assicuro!

Alla luce di questo non so bene che metodo o approccio uso ma so che prima di ogni cosa rispetto la natura ed i bisogni specie specifici del cane e la sua individualità in quanto essere senziente. So che il focus di ogni percorso per me è la relazione!

 

Quando si presentano i problemi?

Quando bisogna conciliare tutto con la natura/necessità/individualità del/dei proprietario/i.

Vi assicuro che non è sempre facilissimo conciliare tutto  ed è necessario scendere a compromessi per cercare di raggiungere, non la perfezione, ma un sano equilibrio che renda tutti sereni.

 

Scendere a compromessi però non vuol dire fare gli interessi del proprietario ma plasmare e modellare il più possibile il percorso ed il quotidiano su quello che è il branco misto nel suo complesso.

 

Un cammino sicuramente complicato e pieno di sfaccettature: i proprietari devono necessariamente mettersi in discussione e questo molte volte genera crisi emotive violente ma decisamente positive. Mettersi in discussione è sempre il punto di partenza, non solo per i proprietari ma anche per chi li segue professionalmente passo passo.

 

Il mettermi continuamente in discussione è stimolante e la curiosità mi spinge a conoscere e studiare tutto ciò che reputo valido o motivo di spunto e riflessione.

Ogni esperienza mi apre la mente e mi dà input e risorse che fanno evolvere e modificare il mio approccio costantemente.