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Quei cani, figli della pandemia

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Cani e pandemia: che casino!

Quanti branchi sto vedendo, compromessi da tutto quello che è successo nel 2020. Una pandemia che, in un verso o nell’ altro, ha compromesso fasi delicate della vita del cucciolo, ha compromesso equilibri di un branco appena formato, ha compromesso la salute psicofisica dei cani e dei loro umani.

Lockdown: voglio un cane!

Molti sono stati gli umani che durante l’ isolamento hanno deciso di accogliere un cane. Purtroppo, molti, senza nessuna cognizione di causa. Ho ascoltato storie nel corso di questi 2 anni che mi hanno fatto accapponare la pelle, ho visto cani completamente nel pallone, passare dall’ isteria alla frustrazione anche per delle sciocchezze, ho visto umani allo sbaraglio senza consapevolezza alcuna della scelta fatta.

Isolamento sociale

Abbiamo detto più e più volte come il cane sia una animale pro sociale e come l’ isolamento sia una vera e propria forma di maltrattamento. Durante questa pandemia purtroppo, bipedi e quadrupedi hanno fatto una full immersion di isolamento che ha portato notevoli danni ad entrambe le specie. Da dire, anche, che l’ umano ha come al solito peccato di egoismo, nella grande maggioranza dei casi.

Egoismo umano

Perché parlo di egoismo? Perché la motivazione alla base della scelta di prendere o meno un cane è fondamentale ( a tal proposito vi rimando alla video chiacchiera sull’ argomento ). Durante il lockdown, molte persone hanno pensato bene di prendersi un compagno di “sventure” ed una scusa per uscire di casa. Ho visto cose….tipo cani uscire anche 5 volte con persone diverse che se lo prestavano a rotazione. Tanti sono stati gli acquisti e le adozioni in quel periodo, il grosso problema è arrivato dopo: le cessioni di proprietà, passati i momenti tragici, non sono state poche.

Un caso emblematico

Una storia in particolare mi ha colpita. Un ( presunto ) labrador preso da un ( presunto ) allevatore durante il lockdown. La coppia pur di prendere il cucciolo ha ceduto al primo allevatore, ovviamente molto discutibile, che gli ha dato la disponibilità per portare il piccolo oltre il confine regionale. Il cucciolo di labrador è stato consegnato a mo’ di pacco postale in strada, era piccolissimo e visibilmente in un pessimo stato di salute ( dopo ricovero e cure il piccolo si è ripreso ).

Non vi dico la gestione di questo povero cane, mi ha fatto una tristezza infinita. Ha passato i primi mesi in simbiosi con i proprietari che, non avendo null’altro da fare vista la pandemia in corso, lo hanno ammorbato con le loro attenzioni. Una volta svolta la funzione, il cane è stato confinato in balcone spesso e volentieri perché ingestibile in casa, a detta loro. Dopo le lamentele dei vicini per la puzza dei bisogni nel balconcino ma dati gli innumerevoli danni in casa e la pipì in ogni angolo, i ragazzi hanno pensato bene di rinchiudere il cane dentro un piccolo corridoio quando loro si assentavano per lavoro ( 7/8 ore ).

La vita del cane era drasticamente cambiata finito il lockdown: le uscite erano diventate si e no 2 al giorno, brevi e sempre al guinzaglio ma, soprattutto, << quando ci sta tempo >>, i suoi umani lo lasciavano solo per ore ed ore ed in luoghi non consoni, quando entravano ospiti il cane veniva sempre isolato per le sue difficoltà nello stare con persone estranee al suo branco.

Perché vi ho raccontato questa storia?

Questa storia, per me, è stata l’ emblema dell’ egoismo umano: voglio il cucciolo adesso perché cosi riempie le mie giornate e sfogo la mia frustrazione e la mia noia su di lui, quando non ho più bisogno di tutto questo perché posso tornare alla mia vita, il cane può anche avere uno spazio marginale nella mia quotidianità. Vi cito solo questa storia ma purtroppo ce ne sono tantissime.

Questa è stata frutto dell’ egoismo, altre sono state frutto della sfortuna: cuccioli arrivati prima della pandemia ed umani disperati per non poter gestire al meglio la fase di socializzazione del piccolo.

I danni sui cuccioli

I danni che l’ isolamento ha fatto sui cuccioli sono stati molteplici. Quello che mi capita di vedere più spesso: paure, autocontrollo emotivo pari a zero, lacune grandissime nella comunicazione intraspecifica, enormi problemi a relazionarsi con umani estranei al branco soprattutto nell’ ingresso in casa, in generale, enormi difficoltà nella sfera emotivo – relazionale.

Si sono persi un bagaglio esperienziale importantissimo ma ricordatevi che si possono sempre aiutare a recuperare, almeno in parte, quel tempo e quelle esperienze sensoriali ed emotive andate perdute.

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