3407460102

WhatsApp preferibile come primo contatto

L’ addestratore cinofilo: come riconoscere quello sbagliato!

36 Comments

 

Diciamoci la verità..quando contattiamo un addestratore cinofilo, non sappiamo chi ci capiterà davanti!

Basta fare una rapida ricerca su Google per individuare l’ addestratore “da evitare” tipo. Sono per lo più uomini, ma ahimè anche le donne non scherzano, capelloni, un pò tarchiati: più muscoli e capelli hanno e più usano metodi arretrati e credono ancora che il cane vada sottomesso e comandato.

L’ addestratore cinofilo da evitare:

– non effettua un’ anamnesi preliminare

– fa lezioni di gruppo e non individuali

– fa indossare museruola e collare a strozzo a prescindere dal cane e dai suoi problemi

– dice cose che vanno contro la natura del cane stesso, come ad esempio: non farlo socializzare con la sua specie

– crede nell’ imposizione dei comandi

– non lavora sulla relazione tra cane e proprietario

– ha un cane triste o timoroso nei suoi confronti

– vi chiede di lasciargli il cane e ve lo riconsegnerà una volta “aggiustato”

– NON ha una formazione ma solo “esperienza” sul campo

 

L’ addestratore cinofilo e la formazione

Voglio focalizzarmi su quest’ ultimo fondamentale punto: l’ addestratore cinofilo da evitare NON ha alcun tipo di studio alle spalle!! Ebbene si, quando cercate qualcuno a cui affidarvi dovete sempre cercare il suo curricum vitae e leggere attentamente il tipo di formazione intrapreso e che continua ad intraprendere, la formazione in questo settore, come negli altri, deve essere continua. Non basta aver avuto molti cani o aver seguito il “nano malefico” Millan in tv, è necessario comprendere la mente del cane, conoscere i suoi parametri d’ apprendimento, le sue funzioni cognitive, le sue motivazioni di specie e molto altro!!

Ricordatevi sempre di seguire il vostro istinto, non fatevi ingannare ed ammaliare dalle parole dell’ addestratore…se qualcosa non vi “sconfinfera” forse avete ragione!!

Cosa fondamentale : ascoltate sempre il vostro cane, se non vi sembra felice, forse è il caso di rivolgersi a qualcun’ altro!

 

 

Clicca per visionare un piccolo specchietto sulla differenza tra addestratore cinofilo ed educatore cinofilo!

36 thoughts on “L’ addestratore cinofilo: come riconoscere quello sbagliato!”

  1. Ma perchè mai si deve sempre essere “contro” qualcosa e/o qualcuno???
    Ma possibile che dobbiamo sempre giocare a Gulfi e Ghibellini, Montecchi e Capuleti o Guardie e Ladri????
    Il “Pirla” c’è in ogni campo, in ogni associazione, in ogni “formazione”… se non lo abbiamo ancora imparato… a posto siamo!!!!
    E poi, una che si definisce “Educatore” e sbandiera ai 4 venti di avere la verità in tasca, beh, mi perplime assaie assaie…. Io, da educatrice, ma di umani, da una così manco le piante ci porterei…..

    1. Nessuno attacca nessuno! Si sta semplicemente elencando ciò a cui un cliente inesperto deve far attenzione per il benessere del cane.

      1. Perfetto, allora scrivi anche qual’è l’educatore da evitare… perchè anche di pseudo educatori è pieno il mondo, e te lo dice una che ha il diploma di educatore professionale (x umani, s’intende), ha almeno 20 anni di esperienza con il disagio a 360° e lunghi periodi di vita in comunità…

      2. Signora Irene, lei risponde di NON ATTACCARE NESSUNO. Freudianamente ha detto la verità: nella lingua italiana infatti due negazioni AFFERMANO. Ma comprendo che lei volesse intendere “sto attaccando proprio nessuno” . E tutto l’articolo che ha scritto , secondo lei, è poco diffamatorio? Poco aggressivo? Signora Irene, o lei mente sapendo di mentire o lei non sa cosa scrive, non se ne rende proprio conto. E questo è molto grave. I cani e i loro proprietari han necessità di interagire con persone serene, sincere e razionali. Lei, con l’articolo e le risposte, tutto può parere, tranne che : SERENA,SINCERA E RAZIONALE.
        Sia più umile e invece di inveire contro il lavoro del suo prossimo, cerchi di investire le energie per sè stessa e il SUO lavoro.
        Cordialmente
        Liliana Berruto

        1. Salve Liliana,
          intendevo ovviamente “sto attaccando proprio nessuno”. L’ articolo non è diffamatorio, elenco semplicemente ciò a cui il cliente deve stare attento, dei campanelli d’ allarme che gli facciano capire che non si trova davanti la persona giusta.
          Sono una persona sincera, serena, relazionale ed umile se mi trovo con persone che ne sanno più di me e lo sanno in modo corretto!

          Cordialmente,
          Irene Pergola

      3. non mi pare che “nessuno attacchi nessuno’.
        primo indizio: il titolo dell’articolo era un altro, fino a qualche ora fa.
        secondo indizio: la parte finta umoristica sull’identikit dell’ “addestratore tipo’ non e’ adeguata a un articolo che vorrebbe essere serio
        terzo indizio: questa dicotomia esasperata fra addestratore ed educatore ha stancato. imparate a riconoscere i meriti reciproci. calata in un contesto umano, equivarrebbe a dire che l’ortopedico disprezza il fisioterapista e viceversa. una situazione dalla quale il paziente non trae vantaggio

        poi ci sarebbero altre cosucce da dire, tipo che un atteggiamento piu’ critico e curioso non sarebbe male, visto che hai “ben” 5 anni di esperienza nel campo, e il 90 per cento del tuo curriculum e’ fatto da seminari della durata di un paio di giorni. mentre dei due diplomi non e’ dato sapere (perche’ non lo scrivi) quale associazione te li ha conferiti, argomento interessante per un potenziale cliente che vuole capire se affidare o meno il cane a te, andando oltre quello che tu stessa scrivi di te.

        non prendere il tutto come un attacco personale, perche’ NON LO E’. sono solo consigli.

        1. Ciao Mattia,
          ho dovuto modificare il titolo perchè, purtroppo, nessuno leggeva l’ articolo soffermandosi sul titolo precedente “L’ addestratore cinofilo: conoscerlo per evitarlo” e venivo attaccata e basta.
          Ognuno ha il suo stile di scrittura, non scrivo mai in modo troppo serioso.
          I diplomi l’ ho conseguiti con Luigi Polverini, Associazione Cani e Cultura, con i miei clienti ho un rapporto di totale sincerità, possono farmi tutte le domande che vogliono.

  2. Al di là del fenotipo descritto (mai generalizzare, visto che non sono tutti uomini, né muscolosi, né senza cervello, etc), l’addestratore cinofilo da evitare è a mio avviso ben rappresentato in questo articolo.
    Mi piace scriverlo perché ho letto commenti e critiche che – a mio avviso – dimostrano di non aver proprio compreso ciò che qui leggo.
    L’unica cosa sulla quale non sono d’accordo si riscontra nel punto 8 <>.
    E’ pur vero che in questo articolo – però – si parla di “addestramento”, non di comportamento o recupero comportamentale (ed in questo caso sono più che d’accordo), ma si sa: la gente legge in modo frettoloso pur di trovare il cavillo sul quale sputare sentenze.
    Sono estremamente d’accordo anche sul fronte “esperienza”: non c’è corretta pratica senza alcuna base, così come la mera teoria – senza applicazione pratica – non basti per lavorare con gli animali.
    L’addestramento è complicità, attitudine, relazione profonda, sacrificio, tecnica, esperienza, costanza, e molti passi indietro.

    Claudio Mangini

    1. Grazie Claudio, è l’ unica persona che ha letto l’ articolo, senza pregiudizi, comprendendone il senso.
      La ringrazio veramente molto per il suo intervento, iniziavo a pensare di non saper più scrivere in italiano 🙂

  3. Cara Irene, vivo in mezzo ai cani da quando sono nata dato che mio padre è un addestratore e mia madre un veterinario.Sinceramente non saprei nemmeno come commentare questo articolo, so che lo hai modificato e che adesso ci tieni a specificare che stai parlando non di tutti gli addestratori ma solo di quelli da evitare. Ma anche se fosse lo trovo lo stesso molto fuorviante e banale. Senza dubbio molte delle cose che hai scritto sono tipiche di un addestratore rozzo e antico che qualunque addestratore serio e professionista consiglierebbe di evitare. Mio padre ha un campo di addestramento da più di 30 anni e, guarda un po’, quella formazione di cui tu parli non ce l’ha perchè all’epoca non esisteva proprio e l’esperienza se l’è fatta da solo, sul campo e con passione. E ti assicuro che ne ha tantissima. Da un po’ di anni ho iniziato a lavorare con lui e la formazione (visto che i tempi sono cambiati) me la sto facendo, anche se la maggior parte delle cose le sto imparando da lui e con la pratica. Per cui cerchiamo di scendere un attimo dal piedistallo su cui molti appartenenti alla nuova ondata di educatori si sono piazzati e cerchiamo di rispettare l’esperienza vera di persone che i cani li conoscono sul serio e da molto più tempo. Non basta qualche anno di studi teorici e un po’ di pratica per potersi permettere di dire di stare alla larga da addestratori che “nel curriculum non hanno formazione”. Bisogna stare alla larga dagli incompetenti. Punto e basta. Ma come vedi questo è un mestiere dove molti professionisti non hanno quella formazione di cui parli tu semplicemente perchè non esisteva e questo lavoro ai vecchi tempi non andava di moda eppure sono professionisti esperti e validissimi. Grazie

    1. Ciao Silvia,
      nell’ articolo è sempre stato scritto “l’ addestratore da evitare” ma purtroppo la gente si preoccupa più di criticare e dar contro qualcuno che non a leggere oggettivamente l’ articolo senza farsi condizionare dalle precedenti opinioni. Ho modificato il titolo visto che molti si sono permessi di commentare senza leggere l’ articolo ma solo soffermandosi sul titolo. Ho eliminato una frase “hanno iniziato probabilmente con utilità e difesa” su cui si focalizzava l’ attenzione di chi, non voleva dare opinioni costruttive, ma solo attaccare e sputare cattiverie.
      Cito quanto hai scritto :”qualunque addestratore serio e professionista consiglierebbe di evitare”. Bene, io ho fatto questo, parlo di ciò che deve essere evitato..non vedo il problema che stai sollevando. Purtroppo è ancora pieno di addestartori “rozzi e antichi” che hanno clienti tra le mani, rovinando i loro cani.

      L’ esperienza conta, ma non c’ è solo quello, c’ è anche la teoria..la biopsicologia, l’ anatomia, l’ etologia, ecc…ci deve essere una giusta dose dell’ una e dell’ altra.

  4. Che dire Irene, sembra che in 5 anni di cinofilia tu hai già davvero capito tutto!
    Tu di sicuro hai potuto accumulare chi sa quanti diplomi e una marea di esperienza in questi 5 anni, per qui saresti la persona giusta per educare e/o addestrare un cane non è vero?
    Scusami per il sarcasmo ma leggendo questo articolo non si può reagire diversamente.

    1. Mi viene da sorridere..5 anni?? Si vede che non ti sei interessato di vedere il mio CV prima di commentare. Sono 3 anni che lavoro con i cani ed i loro proprietari.
      p.s. si scrive per “cui” non per “qui”

  5. Ciao Irene, sono istruttrice cinofila approccio Cz, quindi direi in linea con la tua formazione.
    Il tuo articolo che in parte trovo corretto, pecca pero’ di una presa di coscenza anche sugli educatori, messo giu cosi’, un po di criticuccia generalizzata pare proprio ci sia.
    Concordo che ci siano macellai da “lo strangolo deve essere usato bene”, cosi’ come ci sono educatori che o pettorina o niente, anche se il cane e’ a disagio con la pettorina, gente senza un minimo di formazione ed esperienza, in entrambi i casi. le generalizzazioni non fanno mai bene, altrimenti cadiamo nella trappola che i rottweiler sono brutti e cattivi tutti e cosi mi pare proprio non sia.
    Se vogliamo crescere, dobbiamo crescere insieme, con le nostre differenze e con critiche costruttive, eliminando e sputtanando sia gli educatori incapaci che gli addestratori incapaci, perche’ se uno rovina il cane con l’elett4rico, l’altro lo rovina con l’incompetenza …….ma a rimetterci e’ sempre il cane e il proprietario

    1. Ciao Maura! Le mie non sono generalizzazioni, chiarisco ancora questo punto: non scrivo di stare alla larga da tutti gli addestratori o prefessionisti, o chiamali come preferisci, ma semplicemente dagli addestratori che fanno quelle determinate cose che elenco nell’ articolo, ovviamente il tutto per tutelare il benessere del cane.
      Non scrivo mai negli articoli di rivolgersi a me ma a tutti quei professionisti che siano realmente tali: l’ importante è saperli riconoscere!

    2. brava! mi hai ricordato degli educatori che mi hanno fatto una testa come un pallone sulla pettorina. bon l’ho comprata, due mesi poi basta, la uso solo in casi specifici. la mia cagnolona l’accoglie sempre con le orecchie indietro e schivandola. proprio la detesta. il collarino la chiamo e viene scodinzolando.
      tra l’altro quando ho detto che non volevo metterla al mio vecchietto perchè in fin dei conti con lui uso poco il guinzaglio (se non raramente quando vado in città o per brevi tratti, mai per sentieri e stradine di campagnia non si allontana da me più di 20 metri e cmq non corre più, se proprio serve lo recupero in due secondi) hanno sgranato gli occhi dicendomi “ma lo porterai fuori almeno qualche volta” !?!?! ma quanti pregiudizi ?!?

      1. Anche gli eductaori con la fissa della pettorina non scherzano, questo punto è tra l’ elenco dell’ articolo sull’ “educatore da evitare“.
        Ogni cane è a sè e volte per volte va valutato lo strumento più adatto, non ci sono regole generali! 😉

  6. Salve a tutti.
    Qualcuno sa spiegarmi perchè sarebbe sbagliato fare lezioni di gruppo? Certo, se è la prima cosa che fai non mi mi sembra proprio un’ottima idea (eufemismo), ma DOPO avere fatto un certo tipo di percorso, oppure DURANTE e in modo propedeutico alle problematiche del cane, non ci vedo nulla di male. Naturalmente mi riferisco a percorsi di rieducazione legati a problemi comportamentali, non certo all’addestramento finalizzato ad una performance sportiva.
    Grazie.

    1. Ciao Giuseppe,
      nei percorsi di rieducazione od educazione è importante che sia sempre presa in considerazione la soggettività del cane e del proprietario.
      Se parliamo di educazione ad esempio, ogni cane avrà il suo tempo per fare il “RESTA” o il “TERRA”, tempo che va assolutamente rispettato. Il proprietario va sempre affiancato per evitare, ad esempio, che faccia degli errori e si innervosisca troppo e “getti la spugna” ( se il cane ha bisogno di più tempo o se pensa di non riuscire a farsi capire ). Inoltre è sempre meglio evitare che ci siano distrazioni per il cane o termini di paragone per il proprietario ( che può avvilirsi se vede cani riuscire nell’ intento prima del suo ).
      Per quanto riguarda i recuperi comportamentali è tutto un altro discorso, è fondamentale che le lezioni siano individuali in quanto ogni cane, anche con la stessa problematica, ha motivazioni diverse, proprietari diversi, reazioni diverse, emozioni diverse, ecc…
      Un professionista deve dedicarsi completamente ad un “branco misto” alla volta per poter cogliere tutte le sfumature di un caso e consentire al cane di stare tranquillo, calmo e rilassato…
      Tutto un altro discorso è usare gli altri cani come parte integrante di una terapia. In quel caso sarà necessario calcolare bene la distanza tra un cane e l’ altro e valutare bene quali cani possano effettivamente essere d’ aiuto a quella terapia e quali potrebbero invece peggiorare la situazione.

      Ho risposto alla tua domanda? Se hai dubbi scrivi pure…

      1. Beh, hai solo fatto esempi di ciò che ho detto, solo che per me vanno bene certe cose, per te no. Ad esempio, quello che dici sul RESTA o sul TERRA, è vero; ma, come avevo scritto, “DOPO avere fatto un certo tipo di percorso”, quando certe cose sono maturate, il lavoro in lezioni di gruppo può consentire al cane di fare ancora più propri dei comportamenti, vista la presenza di altri cani, di rinforzare gli autocontrolli o i comandi (come li chiami tu, esercizi di controllo?) e, in definitiva, la relazione col partner umano. Tutto ciò senza dimenticare che “lezione di gruppo” può significare anche solo 3 cani, non certo 20. Il concetto da me espresso vale anche per alcuni recuperi comportamentali: alcune fasi, ad un certo punto del percorso, potrebbero proprio prevedere la presenza di cani, gestendo adeguatamente distanze, tempistiche e così via. Insomma, ritengo che se un addestratore (ma anche un educatore) faccia fare lezioni di gruppo ad capocchiam, fin dall’inizio di un percorso educativo/rieducativo, allora si potrebbe diffidare, altrimenti non ci vedo proprio nulla di male.

        Saluti e grazie per la risposta.

        1. Certo, come ti dicevo, fare degli incontri con più cani durante le terapie comportamentali va benissimo ed anzi, è parte integrante del percorso a volte, sempre valutando tutto con molta attenzione per non lasciare nulla al caso!
          Nel caso dell’ educazione, bè, non ci vedo nulla di male se, dopo avere concluso con successo il percorso educativo si vuole rafforzare l’ autocontrollo con delle distrazioni.
          Io lavoro a domicilio quindi per me è normale far lavorare il cane con le distrazioni dopo avere appreso il necessario, perchè portando il cane nei posti che frequenta abitualmente sfrutto sempre tutto ciò che ci circonda, altri cani compresi.
          Ovviamente per iniziare chiamo in aiuto le mie belvette in modo da ottenere delle “distrazioni controllate”.

          Le cose ad capocchiam vanno evitate sempre e comunque! 😉
          Un saluto!

          1. Vedo che alla fine ci trroviamo perfettamente, per cui mi chiedo e ti chiedo: il punto due (- fa lezioni di gruppo e non individuali) non poteva essere messo meglio? Tipo “fa SOLO lezioni di gruppo” oppure “COMINCIA DIRETTAMENTE con lezioni di gruppo”, onde evitare equivoci? Immagina un tizio in cerca di un buon centro e si presenta fuori al centro X mentre stanno tenendo una bella lezione di gruppo. Cosa pensa secondo te? Pensa subito che il centro ha un punto a sfavore! Perchè non sa affatto cosa chiedere, per approfondire la questione, all’addestratore del centro.

            Saluti e buon lavoro.

          2. Prenderò spunto per approfondire l’ argomento “lezioni di gruppo VS lezioni individuali” in modo da essere più chiara.
            Una cosa che ti posso dire è che sono pochi quelli che fanno lezioni di gruppo, almeno qui a Roma, avendo fatto l’ iter descritto prima e con pochissimi cani alla volta.
            Comunque ti ringrazio per lo spunto perchè penso possa essere veramente molto utile apporfondire la questione!

    2. Infatti Giuseppe non è affatto sbagliato fare lezioni di gruppo, sempre e solo dopo aver lavorato un po’ di tempo individualmente. Prima si lavora da soli con proprietario e cane e poi, una volta pronti si inserisce il binomio nel resto del gruppo, dove si lavora tutti insieme.

  7. certi siti sembra non aspettino altro che l’occasione per parlar male di qualcuno, non ti curar di loro ma … ( e non cadere nello stesso errore eh, che sei giovane 🙂 )
    in bocca al lupo per il tuo lavoro

  8. dall’articolo evinco con facilità che preferirei far giocare il mio cane con la palletta in autostrada di notte piuttosto che lasciarlo 5 minuti a questa irene….

    un sacco di gente non trova lavoro e si ricicla “educatore cinofilo”…

    ma fatemi il piacereeeeeeeeeeeeeee

    1. …allora guarda il resto del sito e fatti un’ idea più “completa”.
      Di norma cani, e proprietari, sono contenti in mia compagnia e soddisfatti dei risultati che ottengono.
      Mi ritengo molto soddisfatta del mio lavoro.

    2. daniele, scusami ma sei veramente ignorante, se non conosci non sai, e sinceramente non puoi basarti su un articolo e basta. prima di asciare il tuo cane nelle mani di qualcuno lo vorrai conoscere o no?

      1. Ignorante lo dici a tua sorella. E sì, vorrei conoscere a chi lascerei il cane in mano. Dopo aver letto la superficialità delle cazzate di questo articolo, sia prima che dopo la modifica, non ho neanche la volontà di prendere in considerazione cotanta educatrice ahahahahah

  9. credo che molto spesso gli educatori sfruttino questa antica” guerra addestratori- educatori” tra le due figure (nettamente differenti) per ricordare alla gente che esistono.

    generalizzare è tipico di chi necessita di far parlare di sé, di chi ha poco da dimostrare e molto da scrivere dietro un pc.
    sono nettamente a favore dell’addestratore, quello moderno, che oltre le teorie e qualche decina di ore corso ben pagate si fa cucire ridicole scritte sulla polo appena comprata.
    diciamo che CON CERVELLO, Q.I., un minimo di esperienza( parto sempre dal presupposto che è sempre minima……….)e molto molto buon senso approccio molto volentieri gli addestratori.
    vedo, ascolto, comprendo valuto e penso “ok, io ed il mio cane possiamo divertirci con lui/lei) oppure accendo la jeep e sgommo via.

    attenti a tutte le favole della nuova cinofilia, quella che demonizza chi ha un collare a strozzo, chi lavora con il proprio cane in particolare in discipline da morso (scusate ma credo sia educativo guardare il video dell’ultimo fmbb14 di mia skogster ed il suo campione….lei si che è una bruta, unA omonA violentA ed il cane è chiaramente sofferente, depresso, provato…..), quelli si professano “signori gentilisti…o che consigliano pasticchette rilassanti………….quelli si che andrebbero apostrofati ed indicati in chiaro.
    chiudo scrivendo che se un conduttore ha consapevolezza (mix di amore, rispetto e dedizione) del proprio cane non c’è bisogno che qulcuni stili elenchi di cosa si dovrebbe evitare.
    basta il buon vecchio buon senso.

    1. Ciao Viviana,

      questo articolo è nato dopo l’ ennesimo cliente proveniente da un addestratore, uno di quelli che definisco “da evitare”. Il bravo addestratore deve saper farsi da parte davanti a problematiche comportamentali.
      Spero che non ti soffermi solo su quest’ articolo e ti fai un giro per il sito capendo meglio quello che penso.
      Ti assicuro che, purtroppo, molti sono alle prime armi con il cane e non sanno a chi affidarsi e come affidarsi. La lista serve, come quella dell’ educatore da evitare!
      Mi ha chiamato un signore ieri dicendomi “io però il mio cane non lo voglio riempire di botte se non mi ascolta” questo perchè gli addestratori con cui hanno avuto a che fare i suoi conoscenti erano tutti di un certo stampo, in primis un addestratore che ha cartelloni pubblicitari ovunque con il suo cane da presa canario, lui si che fa un sacco di “vittime” e poi tocca riparare i danni di una relazione inclinata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.