Ci tengo ad approfondire un argomento fondamentale che, troppo spesso, crea molta confusione. Una volta deciso di intraprendere un percorso di educazione comportamentale cinofila, addestramento e quant’ altro, bisogna cercare alcune caratteristiche. Cercheremo di capire perchè è meglio preferire delle lezioni individuali e quando è opportuno, invece, partecipare a delle lezioni di gruppo.

Mai perdere di vista la soggettività

Se avete girovagato un po’ per il mio sito, avrete capito benissimo uno dei punti cardine della mia filosofia di lavoro: la soggettività non solo del cane ma del branco misto nel suo complesso. Mi piacerebbe darvi degli spunti su cui riflettere per invitarvi a cercare un vostro senso critico. Quello che dico sempre ai miei “allievi” è che, avendo le giuste conoscenze e nozioni, sarà sicuramente più semplice fare delle scelte consapevoli.

L’ importanza delle consulenze individuali nell’ educazione cinofila

Ogni cane avrà il suo tempo per apprendere e far proprie le richieste di educazione di base: un tempo che è assolutamente necessario rispettare. Così come ogni accompagnatore bipede avrà il suo tempo per capire il modo corretto per insegnare e guidare il cane verso l’ apprendimento della richiesta. Sembra una banalità ma non è così. Anche nella richiesta più semplice c’ è dietro qualcosa di molto più vasto: lo stato emotivo, i segnali di stress, la relazione tra cane e proprietario ecc. Io trovo più che necessario dedicarsi completamente ad un branco alla volta per correggere eventuali errori di comunicazione, dare suggerimenti adatti a quel particolare cane, incoraggiare il proprietario nei momenti di “sconforto” e capire quando è il momento di prendersi una pausa o addirittura di interrompere la lezione. Inizialmente, inoltre, è opportuno a mio avviso, evitare che ci siano distrazioni per il cane e che ci siano dei termini di paragone per il proprietario.

Dopo aver concluso il percorso educativo, una volta che il branco ha già appreso e fatte sue le nozioni essenziali per una comunicazione efficace, una relazione sana, le richieste di base ecc, nulla ci vieta di fare alcune lezioni di gruppo magari in parchi e ville pubblici.

E durante le terapie comportamentali è così importante la soggettività?

Io risponderei, ancora di più! E’ fondamentale che gli incontri siano individuali, ogni cane, anche se con la stessa problematica, ha motivazioni diverse, reazioni diverse, emozioni diverse, proprietari diversi, ecc.

Il terapeuta del comportamento cinofilo, deve dedicarsi completamente ad un “branco misto” alla volta per poter cogliere ogni sfumatura del caso ed assicurare al cane e ai proprietari la calma, la tranquillità e la comprensione di cui hanno bisogno. I percorsi di recupero comportamentale sono, la maggior parte delle volte, molto provanti per il branco. I momenti di sconforto a volte sono molto intensi ed avere una guida sempre pronta ad aiutarli è, per i proprietari, di estrema importanza.

Può capitare, in particolari tipologie di problematiche, che si presenti la necessità di avvalersi dell’ aiuto di altri cani durante la terapia. In questo caso, sarà necessario calcolare bene la distanza tra i cani e valutare attentamente quali cani possano effettivamente essere d’ aiuto e quali potrebbero invece peggiorare la situazione.