Partendo da un concetto molto lato potremmo affermare che la perfezione è soggettiva.

A maggior ragione quando parliamo di relazioni: una persona perfetta per noi non sarà sicuramente perfetta per qualcun’ altro, stesso discorso vale per i nostri amici a 4 persone.

Ma…esiste veramente la perfezione?? Secondo me..no!

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Arrivare al punto di modificare l’ aspetto estetico solo per il nostro piacere.

Non ci sono persone perfette: ognuno di noi ha delle caratteristiche particolari, non mi piace parlare di pregi o difetti ma proprio di caratteristiche speciali: sono queste a renderci unici!

Lo stesso accade con i nostri cani, ciascuno avrà il suo carattere ed i suoi tratti distintivi che lo renderanno unico e speciale.

Trovo che la relazione uomo-cane sia simile ad una relazione parentale per un motivo principale: in linea di massima, il cane non ci sceglie ma siamo noi a farlo e ad imporgli la nostra decisione.

Facciamo una scelta in base a ciò che ci aspettiamo e a ciò che vorremmo ottenere: c’ è chi prende il cane per compagnia, chi per attività sportive, chi per vanità, chi per usarlo come risorsa sociale, chi per utilità, ecc.cane-scava-nel-fango

Ma cosa può succedere? Può il cane deludere le nostre aspettative? Cavolo, si!!

Potremmo prendere un Border a cui non piace per niente fare agility, un Setter a cui piace la pesca oppure un cane dal canile, aspettandoci riconoscenza, sicuri di colmare una nostra lacuna affetiva a cui invece non piace il contatto fisico e non adora le coccole, e così via.

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Chi l’ ha detto che un Corso deve necessariamente fare la guardia?!

Cosa succede in questo caso? La frustrazione ci assale ed inziamo una ricerca spasmodica di ciò che volevamo, magari imponendo delle scelte al cane solo per il nostro piacere, costringendolo ad attività che a lui non piacciono o magari prendendo un altro cane. Entrambe le opzioni sono dannose sia per noi che per lui, non arriveremo mai ad una buona relazione, solida e divertente per entrambi, anzi, sfoceremo in forti disagi. Ricordatevi, ad esempio, che i riconoscimenti, i trofei, i “bottini” appagano solo il nostro ego.

Dobbiamo fermarci un attimo, conoscerci, ascoltarci ed accettarci per quello che possiamo darci reciprocamente nel rispetto della natura, della dignità e, soprattutto, della soggettività.

Cerchiamo di trovare l’ armonia e l’ equilibrio nella conoscenza dell’ altro e nell’ accettazione delle sue e delle nostre caratteristiche speciali, vivremo una relazione serena ed appagante senza la continua ricerca della tanta agognata ma fittizia perfezione!

Concludo con una bellissima affermazione di Alessia sulla sua Trilli ( vi racconterò la loro storia anzi, la nostra storia, presto ): “Da quando ho smesso di pretendere la perfezione da Trilli, magicamente è diventata il cane che ho sempre voluto”.

Buona riflessione 🙂

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