Il tempo…il tempo passa è vero ma non aiuta così tanto come si dice. Sono 3 anni ormai: il 4 Ottobre del 2011 hai pensato bene di lasciarmi anzi, di lasciarci.

Me la ricordo ancora la prima volta che ti ho vista, acciambellata sul pavimento della cucina davanti al frigo, un collarino blu, stretto e consumato al collo, il pelo opaco e duro…mi sono messa in ginocchio vicino a te per controllare un pochino in che condizioni stavi, sono rimasta coplita da come ti sei fata manipolare da me nonostante non ci conoscessimo e nonostante fossi un pò ienetta eppure, come ti prendevi tutte le mie coccole! Uno scricciolo di 3 anni e 4 chili e mezzo conciato non proprio benissimo fisicamente, cavolo cosa hai dovuto passare: una famiglia che non ti voleva più, troppo problematica, finita in una casa in cui stavi tutto il giorno sola, tutto il giorno legata alla gamba del tavolo perchè altrimenti avresti fatto pipì in giro per casa, così almeno la facevi solo fin dove potevi arrivare, alimentata a suon di simmenthal…

Psicologicamente però, stavi ancora peggio…facevi la pipì in casa ovunque, preferibilmente su letti e divani, non volevi camminare sull’ erba, eri alla continua ricerca di asfalto, appena si usciva iniziavi un abbaio persistente, dalla porta di casa fino in strada e se incontravi qualcuno ti avventavi alle sue caviglie ed i cani sembravi volerli sbranare tutti, tiravi al guinzaglio come una matta, insomma…non è che ti piacesse poi tanto il mondo esterno, eh si, nessuno era stato in grado di farti capire la bellezza di ciò che ti circondava. Super responsabilizzata non avevi trovato nessuna guida a cui affidarti e di cui fidarti…quanto stress in un esserino così piccolo!

Ti tolsi subito il collare per far respirare quel povero pelo che ormai in quella zona era praticamente inesistente, andai a comprare la pettorina ma trovai solo quella per i furetti, mamma mia, eri così magra che ti entrò! La prima passeggiata: un incubo, l’ abbaio continuo e poi, incrociammo una signora sulle scale del cortile e ti avventasti contro la sua caviglia, fortunatamente me ne accorsi in tempo e riuscisti a prendere solo il suo pantalone: cavolo, ho pensato, andiamo bene!! Abbaiavi a tutto e tutti, aggressiva col mondo intero…uscire con te era un incubo!

Dovevo tenerti solo qualche giorno ma, chi aveva il coraggio di ridarti a quella persona?! Non avrei mai potuto farlo. Dovevo cercarti un’ altra casa…ma chi si sarebbe preso un cane con così tanti problemi?? Ok, dovevo prima renderti adottabile.

Ti odiavo…ti odiavo veramente: le continue pipì da pulire, le uscite stressanti…non ne potevo più!

Al tuo arrivo stavo già frequentando il corso per diventare terapeuta del comportamento e tu avevi proprio bisogno di essere recuperata, infondo dovevi diventare una brava cagnolina per trovare una buona sistemazione. Così iniziammo questo percorso, insieme, abbiamo iniziato a conoscerci, a comprenderci, a piacerci e a fidarci l’ una dell’ altra ma quanti momenti di sconforto e frustrazione, quante volte ho pensato “basta! Non credo di potercela fare”.

Tutti i recuperi comportamentali si basano su una sana ed appagante relazione, ora lo so bene…ed ecco il guaio: tra di noi si stava creando qualcosa di speciale, di unico, vedevo giorno dopo giorno i tuoi cambiamenti. Ti sentivi al sicuro con me e non avevi più bisogno di allontanare tutti, c’ avrei pensato io a proteggerti, avevi imparato ad amare il prato e l’ acqua. E i cani? Riuscivo a portarti anche al parco dopo soli 2 mesi di convivenza: Chaudy, Tu ed io ormai ci facevamo lunghe passeggiate tutti i giorni ed incontravamo un sacco di cani con cui riuscivi a relazionarti tranquillamente.

Era la mia ombra, non avevo nemmeno bisogno di richiamarti.

Fisicamente eri diventata proprio una bellissima cagnolina, avevi preso peso ed il pelo era diventato lucido e morbido.

Ormai non potevo tradire la tua fiducia, non potevo lasciarti andare via, non potevo perdere un dono così prezioso.

Ho provato a darti tutto quello che che non avevi mai avuto, un branco con cui essere felice, una guida sicura, una vita appagante, ti abbiamo portato al mare, in montagna, nei boschi…ti ho mostrato che il mondo può essere meraviglioso se visto dalla giusta prospettiva.

Ti ho amato con un’ intensità che mi ha quasi sconvolto, il tuo sguardo mi faceva capire che per te era lo stesso. Adoravo come mi venivi incontro scondizolando e la bocca aperta quasi a ridere…mi guardavi con degli occhi…

Il momento della tua perdita è stato terribile, ricorderò sempre la telefonata del veterinario quando m’ ha detto che non ce l’ avevi fatta…il tuo cuoricino s’ era fermato…l’ anestesia, chissà?! Sono corsa da te, stavi su quel tavolino, ho provato a svegliarti ma non c’ eri più. Quel dolore lo sento ancora…mentre scrivo piango proprio come allora ed il dolore non si è calmato. Non è vero che il tempo guiarisce tutte le ferite, il tempo ti aiuta solo a capire che la vita deve continuare ma non calma quel dolore e non colma quel vuoto. Continuo a pensarti, ti penso così tanto e mi manchi incredibilmente… spero di averti dato almeno la metà di quanto tu hai dato a me, so che sei stata felice e questa è la mia soddisfazione più grande!

Mi hai accompagnato a ritirare il mio diploma, ormai eravamo una squadra…anzi, siamo una squadra! Ogni mia vittoria, ogni mio traguardo ed ogni mia soddisfazione la devo anche a te e so che continuamo ad essere vicine, in un modo o nell’ altro…i legami veri non si spezzano mai!

Love you! 🙂