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Uno psicologo canino da brividi!

16 Comments

 

Qualche giorno fa, ho partecipato ad un incontro cinofilo gratuito qui a Roma, al parco Caravaggio.  Tenevano l’ incontro due “psicologi per cani” M. e S. che conoscevo solo per impressioni ( non positive ) raccontatemi dai loro ex clienti.

Volevo farmi un’ idea obiettiva su di loro e sul loro lavoro. Il primo impatto non è stato dei migliori: M. scomposto sulla sedia, la sua arroganza era ben visibile anche dalla postura del corpo, masticava energicamente e in modo mooooolto evidente un chewingum, il “romanaccio” era veramente troppo presente ogni volta che apriva bocca. S. invece, stava illustrando alcune semplici regole di base e teneva con il guinzaglio il cane di un partecipante che veniva continuamente strattonato e rimproverato per farlo stare fermo.

Vi scrivo brevemente ciò che è emerso:

– la soluzione a tutti i problemi del cane è quello che io chiamo “cappio”, ovvero il guinzaglio retriever…che ovviamente non viene usato per quello per cui è stato ideato ma per COSTRINGERE il cane a fare ciò che il padrone vuole. Gli viene stretto intorno al collo quasi strozzandolo e viene obbligato fisicamente a fare qualcosa. Completamente abolito qualsiasi tipo di pettorina in quanto “non riesci a controllare fisicamente il cane”.

– sono i padroni a decidere dove il cane deve fare la pipì, non gli viene concesso nemmeno di mettere il muso giù ed annusare…ovviamente il tutto è possibile grazie al “cappio”.

– qualsiasi cosa fa il cane con i “tocchi alla messicana” vai sempre sul sicuro…sono state 2 ore di continui tocco – sh.

– tutto si basa sulla gestione ed il controllo fisico del cane, non si stimola il cane a capire cosa fare, non gli si spiega dove sbaglia, non si cerca una comunicazione con il cane…si pretende e si costringe.

– i problemi hanno tutti la stessa risoluzione. Non si andava nemmeno a capire la causa del sintomo, ci si limitava solo a quest’ ultimo. L’ aggressività ad esempio si risolve sempre allo stesso modo a prescindere da ciò che la causa.

– bisogna gestire lo spazio ed il canale visivo del cane…eh si, quando abbaia ad un altro cane devi solo girargli la testa, grazie al “miracoloso” cappio sempre presente.

Ad un certo punto scoppia una piccola rissa tra un cane con la museruola, al guinzaglio e 3 cani che gli si sono avventati contro..bene..M. si trovava proprio là e non ha fatto nulla. Io sono corsa dal cane legato e dal suo padrone visibilmente in difficoltà. Una volta risolto si avvicina M. con i suoi muscoli e la sua camminata inconfondibile  dicendo “aspetta, ci penso io”, ha preso il guinzaglio ed ha iniziato a dare i colpetti al cane legato che non aveva fatto e continuava a non fare nulla!!! O.o

La cosa più avvilente è stata vedere i partecipanti entusiasti di quel tipo di lavoro, entusiasti che qualcuno li autorizzasse a strattonare e comandare il proprio cane.

Chissà…se i cani ci potessero parlare nella nostra lingua ci manderebbero a quel paese o ci compatirebbero??

 

 

 

 

16 thoughts on “Uno psicologo canino da brividi!”

  1. ciao Irene ,ho letto con interesse l’articolo.
    Intanto c’è da dire: ma queste persone lavorano senza che nessuno gli dica niente? esistono ancora metodi così medievali? meno male che era gratuito il seminario…
    Comunque mi è sorto un dubbio per quanto riguarda il guinzaglio retriver; intanto immagino sia diverso da un collare a strozzo,(o a scorrimento come vogliamo chiamarlo) giusto? tu scrivi che lo stavano usando in maniera sbagliata, e non stavano facendo un utilizzo adeguato di quel guinzaglio. mi chiedo allora qual’è il modo “giusto” per utilizzare questo guinzaglio retriver? perché sinceramente se un cane non tira e non viene strattonato non ci vedo niente di male. mi sembra comodo poterlo infilare e sfilare con facilità.
    A me sembra uno strumento adeguato in alcuni casi ad esempio se il cane è abituato a non tirare e non viene strozzato, la comodità di infilarlo e sfilarlo in poco tempo non è da sottovalutare.
    Inoltre da quello che ho letto è molto usato quando si tratta del recupero comportamentale riguardante i cani fobici, costringendo appunto il cane ad interagire con il mondo esterno, cose che da soli appunto non riuscirebbero mai a fare perchè si “freezzano”, rifiutando qualsiasi interazione.
    Forse è utile anche in questo caso?

    E il collare a scorrimento? come e quando si usa? è così un “tabù” o si può usare in determinati casi (sapendo come quando e perchè) ovviamente senza abusarne e senza approfittare di questo oggetto?
    io sono del parere che lo strumento è secondario, il cane non deve tirare e se tira c’è qualcosa che non va magari nel rapporto. Appurato questo e insegnato al cane a tirare “di meno” il collare a scorrimento quando può essere utile?
    te lo chiedo perchè tengo molto spesso una rottw , ex campionessa di Ud e di Obedience. E’ stata educata a non tirare, ma ha comunque sempre il suo collare a scorrimento. Al guinzaglio è perfetta, non tira e mi segue senza fare storie. Però quando incontra altre femmine diventa intrattabile. Sia chiaro però che da libera è il cane più docile del mondo, ben socializzata e mai burbera con altre femmine. Insomma da sciolta davvero un cane perfetto. però appunto al guinzaglio quando incontra altre femmine diventa protettiva (mi dicono i proprietari) e tira come un trattore e il collare a strozzo non le permette di raggiungere il cane.
    Ovvio che io penso che loro debbano lavorare su questo (ma il cane non è mio e non mi importa più di tanto). trovo ingiusto che il cane si strozzi, quando forse ci sono altri metodi per non farla tirare. Io però non voglio essere “contro” nessuno strumento perchè se sono stati creati ci sarà pure un motivo! o no? bisogna forse capire come e IN CHE SITUAZIONI utilizzare questi strumenti (per es, il cappio in casi di grave “freezzeramento” del cane) e così via…
    spero di non aver scritto scemenze, è così difficile in cinofilia avere un proprio parere, soprattutto perchè ci si scanna per stupidate e tutti pensano di aver ragione.
    ti ringrazio moltissimo in anticipo!!

    1. Ciao Ale!
      Partiamo dal principio, il guinzaglio da retriever è quello in foto..in realtà ha lo stesso meccanisco del collare a strozzo solo che è un “pezzo unico” collare-guinzaglio. E’ stato ideato in realtà per adagiarsi sul petto dei retrievers durante il lavoro.
      Io non sono fautrice di un “accessorio” in particolare, sono dell’ opinione che ogni cane è a sè ed ogni cane ha esigenze e preferenze diverse, una volta che ha imparato ad andare al ginzaglio gli può essere messa qualsiasi cosa perchè diventerebbe tutto un semplice accessorio e non uno strumento di controllo. NON sono assolutamente d’ accordo all’ uso dello strozzo, che sia collare o guinzaglio retriever, per insegnare a non tirare! In questo caso infatti si punta sulla costrizione e sul controllo fisico del cane e non è così che gli si insegna che camminare insieme a noi è piacevole e gratificante!
      Non mi sognerei mai di lavorare con cani paurosi constringendoli ad affrontare ciò di cui hanno paura con un cappio al collo che potrebbe stringersi in caso di fuga…accrescerebbe la loro ansia e la loro paura. Per lavorare con cani di questo tipo devi prima fare un lavoro enorme per dargli gli strumenti necessari per sentirsi sicuri nella conoscenza e nell’ affronatre determinate situazioni…e dopo saranno loro stessi ad avvicinarsi a ciò che gli intimorisce. Posterò dei video di uno dei casi più gravi che ho e ti farò vedere cosa intendo 😉
      Inoltre con cani paurosi uso sempre la pettorina in quanto fascia il corpo e dà una sensazione di avvolgimento che aiuta il rilassamento.
      Da professionista ti dico che in alcuni casi il collare a scorrimento può “salvarmi”, nel vero senso della parola, da proprietari che non riescono a gestire il proprio cane. In questi casi credo che sia necessario prendere le giuste precauzioni per evitare spiacevoli incidenti, ovviamente contanto anche le dimensioni del cane e le dimensioni del padrone 😛
      Per la rott di cui parli, bè, lo strozzo è usato come uno strumento di contenimento per un problema risolvibile, non vedo perchè non risolverlo invece di far strozzare il cane..è sempre il solito discorso.
      Altra cosa che tengo a dire è questa: quando il cane ha imparato a non tirare al guinzaglio non tira a prescindere da ciò che viene usato per portarlo a spasso!! 🙂

      Esaudiente o mi sono persa qualche domanda?

  2. scusami mi sono persa un punto. Secondo me la cana che tira con lo strangolo viene invogliata ancora di più a tirare, sentendosi strozzare appunto…
    ma io credo che questo strumento si debba usare (correggimi se sbaglio) solo in rari casi e non di certo per impedire al cane a tirare. giusto? che confusione..si vedono così tanti cani con lo strangolo..

  3. ahahah grazie come sempre molto gentile 🙂
    però sì mi farebbe piacere sapere il lavoro che c’è dietro ad un cane che non è solo fobico ma è proprio “congelato”..perchè mi pare di capire che esistono cani così fobici che rimangono lì fermi immobili per giorni e tutto ciò che c’è nel loro angolino li rassicura. costringendolo ad uscire da lì (e ti ripeto solo ne caso di quella determinata fobia in cui il cane sta lì immobile e non reagisce, non ringhia non abbaia ma è totalmento PASSIVO), non sarebbe utile l’uso del cappio? cioè obbligandolo ad uscire da quella situazione e poi lavorare con il cane? altrimenti come si fa? se il cane è passivo in tutto e per tutto, continuare a dargli da mangiare e a relazionarsi con lui solo e sempre nel luogo in cui è immobile (per esempio in un angolo di un box) non si incrementa solo la sua paura di uscire da quell’angolino e rinforzare quell’attaccamento in quel determinato posto? cioè “sono al sicuro solo qui, solo qui sarò felice”?!’

    scusa se faccio mille domande spero di essere stata chiara! 🙂
    grazie molte!

    ps. e comunque sì, penso anche io che con la rottw ci sia da lavorare (ma non sono io la proprietaria purtroppo)…

    1. Ti spiego. Il cane pauroso può:
      – scappare
      – diventare aggressivo
      – fare le “3 scimmiette”, praticamente congelarsi.

      Il cane nel panico quindi può anche freezarsi! Ora, quello che dobbiamo sempre fare è indagare con un’ accurata anamnesi il perchè della paura, da cosa è scaturita questa paura.

      Solo a questo punto stiliamo la diagnosi e la terapia che prevderà in primis un lavoro sulla relazione con gli adopters, nel caso non sia già una buona relazione, in modo che diventino guide e basi sicure per il cane che può così “appoggiarsi” a loro durante il recupero. Contemporanemante si lavoro sull’ autostima del cane facendolo sentire molto “fico”, avendo la consapevolezza di essere in grado di affrontare le situazioni uscirà dal suo “nascondiglio”. Mai e poi mai obbligare un cane pauroso.

      1. Quindi quel scappare, diventare aggressivo o fare le tre scimmiette è esattamente quello che gli inglesi chiamano ‘le tre F’ giusto?
        Fly (scappare)
        Freeze (pietrificarsi..non vedo non parlo non sento)
        Fight (lottare)
        ??

  4. alla luce di questo, come facciamo a capire noi proprietari quando un cane si trova meglio con uno strumento piuttosto che un altro? partendo dal presupposto che il cane non tiri e sia educato al guinzaglio.
    la mia che tu conosci bene, portava la pettorina. Quando gliela proponevo e la attendevo, veniva verso di me controvoglia con una faccia da cane bastonato. Le ho cambiato la pettorina con il collare e ora mi sembra molto più a suo agio con questo.. non so però come interpretarlo, se le piace o no. ho riprovato con la pettorina, è possibile che tiri di più? con il collare non tira affatto (solo in rare occasioni)

    1. Vi dovete lasciar guidare dal cane!! Il cane ci parla in modo chiaro…dobbiamo solo fermarci ad ascoltarlo.
      Se alla vista della pettorina il cane scappa o ha orecchie e coda basse, non vuole venire a mettersela o ci sembra particolarmente a disagio mentre col collare è tranquillo, bè quel cane preferisce il collare! 🙂
      Trilli quando la vedo è sempre un muletto al guinzaglio…ma perchè è contenta di vedermi prrrrrr
      Tira di più? Possibile…probabilmente non si è lavorato abbastanza sulla condotta! 😛 ma considerato il vostro percorso oserei dire “sti cavoli” della condotta! 🙂

      1. ahahahHahhahahahahahaha addirittura sti cavoli della condotta??? evviva!!! no no stiamo migliorando..faccio come mi hai insegnato e piano piano migliora (è che mannaggiammè è sempre libera.. forse è anche
        per questo ) .. 🙂

  5. Uso il collare a strozzo.
    Il mio cane è liberissimo di scegliere dove fare i bisogni, di annusare, di guardarsi intorno ogni volta che vuole. Non ho mai usato il collare come un cappio…perchè non ce nè il bisogno. Il mio cane mi ascolta perchè vuole farlo non perchè è costretto. E l’unica cosa che vuole a fine lavoro o a fine passeggiata è una buona dose di coccole (che poi si prende la mattina quando mi alzo, quando torno a casa da università, quando la sera mi piazzo sul divano con lui). Mai ho sentito la necessità di inmpiegare rinforzi diversi da esse (come bocconcini o giochi..anche perchè poco gli importano).
    E’ un cane felice, vivace, che mi ascolta e soprattutto sano. Questo perchè non ho mai impiegato il collare a strozzo come un cappio ma come un semplice mezzo di comunicazione che non si è mai stretto intorno al collo del mio cane: per il semplice fatto che uso moltissimo la voce e la postura per comunicare con lui…quindi al massimo il collare scorre di due o tre anelli (senza arrivare a stringere) facendo rumore e insieme alla mia voce che richiama il cane all’ordine. L’unica situazione in cui ogni tanto mi capita di dover fare così è quando la gente ignorante butta il loro cane tra le fauci del mio perchè giochino…ho capito che il vostro cane è buono con tutti ma il mio non lo è. Quindi in questa situazione (quando magari il mio sta già facendo un sorriso a 190 denti…che non è proprio bello da vedere visto che è un incrocio lupoide-pitbull) mi basta chiamarlo, far scorre due-tre anelli del collare e dirgli NO (oppure guai…o non ci provare…dipende da quello che mi viene in mente per primo)…e lui subito rientra nei ranghi e mi guarda come per dire ‘ma come? me lo servivano su un piatto d’argento!’. Questo ‘effetto’ non è un miracolo fatto dal collare a strozzo ma è un miracolo fatto dalla mia voce ferma, la mia postura e se non basta ci metto un piccolo scorrimento (i soliti due o tre anelli) così lui capisce che quel cane non se lo può magnà…ne oggi ne mai.
    Ora io scherzo anche un pò sul mio cane…però è parecchio rissoso con gli altri maschi e assicuro al 110% che con la pettorina non lo si tiene…e il collare fisso mi fa impressione (perchè o lo regoli giusto per la base del collo ma poi si sfila o lo regoli perchè non si sfili e però resta sempre a metà collo)…il collare a strozzo invece è sempre largo e si chiude al massimo se il cane tira indietro o avanti..ma siccome il mio cane è educato il collare non si stringe mai perchè lui sta sempre al passo o al massimo un pò avanti.
    Spese queste due parole…dimmi dove abitano questi educatori che vado a spaccargli la faccia.

    1. Come dico sempre, collare o pettorina devono essere “accessori” e non veri e propri strumenti di controllo e di gestione fisica del cane! Se il cane è educato e non tira al guinzaglio gli si può mettere ciò che si vuole: strozzo, semistrozzo, collare fisso, tutte le pettorine ( a parte l’ ascellare ).
      Una buona comunicazione ed un’ ottima relazione sono essenziali per poter vivere serenamente la vita di tutti i giorni, anche in situazione difficili!

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